BONIFICA PARMENSE, FOCUS SULLA STAGIONE IRRIGUA 2026

In un quadro complesso in fase d’avvio la ‘task-force’ del Consorzio, che riunisce dirigenti e tecnici dell’ente, pianifica e mette in campo tutte le possibili soluzioni per fornire l’acqua all’agricoltura

La presidente Mantelli: “Prelievi ridotti sul bacino dell’Enza, possibili criticità sulla presa di Po. Pianificazione ed efficientamento irriguo per garantire la continuità del servizio”

Una situazione tipica dell’estate inoltrata, ma che si è palesata già a fine maggio: è quanto emerge, in merito l’avvio della stagione irrigua sul comprensorio gestito, dai report redatti dagli uffici di settore della Bonifica Parmense, che raccoglie dati e valutazioni analitiche dal personale operativo dell’ente consortile coadiuvato dagli assistenti di zona e che conferma un quadro con esercizio irriguo attivo, ma con la possibilità di una progressiva diminuzione della risorsa idrica disponibile.

“Le alte temperature dell’ultimo periodo (abbondantemente sopra la media stagionale) unite alla scarsità di precipitazioni e al mancato apporto delle nevi, stanno già mettendo a dura prova la gestione irrigua del nostro territorio – sottolinea Francesca Mantelli, presidente della Bonifica Parmense – e dunque abbiamo avviato tempestivamente il nostro coordinamento interno sullo stato di siccità per gestire da subito al meglio i prossimi giorni che, qualora il quadro non dovesse mutare, potrebbero risultare particolarmente critici. Come, ad esempio, nel Bacino dell’Enza, dove la scarsità idrica ormai endemica ha già obbligato la riduzione del prelievo dalla derivazione di Cerezzola; oppure in corrispondenza della presa sul fiume Po che, alla luce dei dati previsionali, lascia presupporre possibili criticità nelle settimane a venire”.

La ‘task force’ di coordinamento della Bonifica Parmense sulla siccità riunita presso la sede dell’ente, da sinistra: il tecnico Nicola Mammi, la dirigente Maria Cristina Uluhogian, il direttore generale Fabrizio Useri, la presidente Francesca Mantelli, la dirigente Chiara Miodini (in piedi), il dirigente Daniele Scaffi e il tecnico Jacopo Lauri.

Diversi i fattori che gravano sull’avvio di questa stagione irrigua. Tra quelli maggiormente incidenti si segnalano: il prematuro e perdurante innalzamento delle temperature (che ha prosciugato anzitempo le risorse nivali anche in alta quota); la scarsità di fenomeni precipitativi: poche piogge e dalla quantità insufficiente a rimpinguare le falde freatiche (nel Parmense, ad oggi, perdono circa il 20% rispetto alla media storica secondo i dati dell’Osservatorio falde di Acqua Campus CER-ANBI); e di una fase stagionale delicata in cui il perdurare di un simile quadro idro-climatico potrebbe far scattare restrizioni ai prelievi da fiumi e torrenti appenninici e limitazioni legate al Deflusso Minimo Vitale nei corsi d’acqua in pianura, dove diverse colture stanno entrando in una fase in cui necessitano di un maggiore apporto idrico per poter giungere alla piena maturazione.

“Sebbene l’andamento delle prime settimane della campagna irrigua 2026 fosse simile a quello dell’anno precedente – sottolinea Chiara Miodini, dirigente Area tecnica della Bonifica Parmense –, con il periodo di aprile‑maggio caratterizzato dalle tipiche precipitazioni primaverili (frequenti e dalle quantità sufficienti su tutto il territorio), ad inizio giugno abbiamo avuto un cambio di paradigma dove gli episodi precipitativi sono diventati via via meno frequenti e più irregolari, concentrati in un numero ridotto e dall’intensità anche violenta, intervallati da pause asciutte sempre più lunghe”. E la reportistica del servizio irriguo consortile lo conferma: nel 2025, ad inizio giugno, il numero di richieste irrigue era pari a 140; un anno dopo, oggi, nello stesso periodo di riferimento, il dato è più che raddoppiato, raggiungendo quota 315.

Ma la Bonifica Parmense ha già pronte le modalità per fronteggiare l’eventuale aggravio delle criticità: un vero e proprio “Piano Siccità”, come conferma il direttore generale Fabrizio Useri, che era in prima linea già durante la “Grande Sete”, la più grave scarsità idrica degli ultimi cento anni che si era manifestata progressivamente a partire dalla fine del 2021 e che raggiunse l’apice nell’estate 2022. “Dalle criticità vissute in quegli anni – evidenzia Useriabbiamo sviluppato una resilienza che siamo riusciti poi a tradurre in concrete ed opportune azioni di mitigazione e adattamento agli effetti del cambiamento climatico, con l’introduzione di turnazioni nel nostro servizio irriguo (ulteriormente performante anche grazie alla possibilità offerta di richiedere per tempo l’acqua) e la possibilità di privilegiare i bisogni delle varie colture a seconda dei periodi. Queste strategie ci aiuteranno a proseguire nel soddisfacimento delle esigenze dei nostri agricoltori anche quando la disponibilità idrica dovesse ulteriormente ridursi e non sarebbe possibile effettuare prelievi da risorse idriche superficiali: in tal modo proveremo a garantire, al contempo, il mantenimento dell’equilibrio ecologico all’interno dei corsi d’acqua”.

Come negli scorsi anni è l’ 800220797 il numero verde totalmente gratuito per consentire alle aziende agricole che hanno maggiore necessità di soddisfare le richieste irrigue, attraverso una veloce operazione che permette di effettuare un’altrettanto rapida richiesta indicando il codice dell’appezzamento e la data d’irrigazione, per consentire alla Bonifica Parmense di pianificare correttamente la distribuzione della risorsa idrica. Non meno significativa è l’instancabile opera volta a comunicare e far comprendere il valore e l’importanza del risparmio idrico a cittadini e consorziati, specie in periodi particolari quali quello attuale, operando un costante dialogo in collaborazione con ANBI Emilia Romagna e grazie al coordinamento di Maria Cristina Uluhogian, dirigente Comunicazione interna dell’ente consortile.

Tradurre in azioni concrete le opportunità che derivano dalle situazioni di crisi. All’inizio del 2023 il Consorzio ha intercettato, grazie al proprio Ufficio Progettazione, un importante finanziamento dell’importo di 500 mila euro del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 volto alla realizzazione di interventi nel campo delle infrastrutture irrigue, bonifica idraulica, difesa dalle esondazioni, bacini di accumulo e programmi collegati di assistenza tecnica e consulenza. L’obbiettivo era raggiungere un efficientamento nella gestione di diversi impianti di emungimento delle acque sotterranee ad uso irriguo già presenti nel territorio della pianura e di competenza della Bonifica Parmense, come spiega Daniele Scaffi, dirigente dell’Area tecnico-agraria dell’ente di bonifica e RUP degli interventi: “Si tratta di veri e propri misuratori per i nostri pozzi sotterranei, progetto in cui abbiamo fortemente creduto, integrando il finanziamento intercettato con ulteriori 44 mila euro di fondi consortili. Al termine dei lavori, durati due anni, diretti dal nostro tecnico Nicola Mammi e conclusi nel 2025, possiamo affermare che l’effettivo risparmio idrico in termini di contrazione dei volumi emunti è ora perseguito attraverso l’implementazione di sistemi di misurazione e telecontrollo che, in tempo reale, ci consentono l’acquisizione di dati grazie a misuratori elettromagnetici di portata e volume emunto, misuratori del livello idrico nel corso d’acqua ricettore delle acque emunte, misuratori del livello di falda”. I pozzi che sono stati oggetto di intervento sono dislocati nei comuni di Parma (Torrano); Sissa-Trecasali (Ronco Campo Canneto); Fontanellato (Cornaleto, Petiscoso, Casalbarbato, Toccalmatto e Gazzina); Fontevivo (Vezza e Fienilbruciato).

Non è l’unico lavoro completato in merito all’efficientamento. Il quinquennio 2021-2026 ha visto la Bonifica Parmense portare a termine la progettazione e realizzazione, per un importo complessivo pari a 40 milioni di euro, di alcuni tra i più strategici interventi volti al risparmio idrico e alla riduzione delle perdite di rete su diversi comprensori irrigui: Sissa Trecasali (Ottomulini); Medesano, Noceto, Fontevivo, Fontanellato e San Secondo Parmense (San Vitale); Colorno e Parma (Naviglio); Polesine Zibello (Ongina).

“Stiamo mettendo in campo tutte le azioni strategiche per garantire il prosieguo della stagione irrigua e la salvaguardia delle nostre colture – conclude la presidente Mantellie desidero sottolineare come, contrariamente a quanto accaduto durante la storica siccità di qualche anno fa, non operiamo solo attraverso l’attuazione di misure emergenziali (che, in caso di aggravio delle attuali condizioni idro-climatiche, saranno comunque necessarie); ma possiamo tutelare meglio le produzioni del Parmense grazie agli interventi di efficientamento irriguo messi in campo che ci hanno consentito di risparmiare il 35% di acqua destinandola in favore dell’attività irrigua. Ecco perché è capillare operare in prevenzione e pianificazione. In tal senso, una delle soluzioni ideali permane quella di avere a disposizione invasi a monte che garantiscano la necessaria disponibilità idrica: infrastrutture preziose che, in alcuni momenti dell’anno, possono davvero fare la differenza per la sopravvivenza del settore agroalimentare”.

[Nella foto allegata, la ‘task force’ di coordinamento della Bonifica Parmense riunita presso la sede dell’ente, da sinistra: Mammi, Uluhogian, Useri, Mantelli, Miodini (in piedi), Scaffi e Lauri].

Ufficio Comunicazione e Relazioni Esterne  
Consorzio della Bonifica Parmense

Web: bonifica.pr.it

Social: Facebook | Instagram | LinkedIn